sabato 28 giugno 2014

Intervista di Robert per Star Tribune

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TRADUZIONE NOSTRA

I blockbuster per giovani adulti parlano di emozioni semplici, che mettono in bacheca i poveri attori. La carriera di Robert Pattinson lanciata con i 5 film della saga di Twilight, gli ha dato notorietà in tutto il mondo e ricchezza, ma non la cosa che lui vuole di più: rispettabilità.

Anche prima che la saga si concludesse, Pattinson ha allungato il suo orizzonte con piccoli film. Ha interpretato il 18enne ma completamente eccentrico Salvador Dali nel storia d'amore omosessuale Spagnolo-Inglese "Little Ashes", uno scandaloso giornalista parigino in "Bel Ami". Ha anche avuto il ruolo principale nel film di Hollywood "Remember Me" e "Water for Elephants", ma la sua mente era più ambiziosa.


Questo è il perchè interpreta un sporco, violento, malato di mente nel thriller australiano "The Rover". E' un cambiamento di ritmo che mette l'attore di origini britanniche al fianco dell'intenso Guy Pearce. La coppia interpreta degli alleati riluttanti a caccia di assassini per il desolato entroterra australiano. Pattinson ha avuto le migliori recensioni della sua carriera come un agitato disadattato con un accento della Florida.

Il film è stato girato letteralmente alla fine della strada, ha spiegato lui in una recente conversazione telefonica. "Era dove l'asfalto finiva. Poi c'era una strada sterrata per altri 2000 miglia all'altra estremità dell'Australia". La location principale, uno squallido villagio, aveva una popolazione di "40 o 50 persone, nel mezzo del nulla".

Sebbene le condizioni erano dure, "c'era qualcosa di davvero divertente nell'essere tutti insieme", ha detto. "C'era un elemento di vacanza. Mi sono divertito". Ma non era la produzione che piaceva tanto quanto il ruolo leggermente scritto, che offrendo ampia libertà ad un'artista per farlo suo. La sceneggiatura è di David Michod e Joel Edgerton, che sono anche attori.

"C'è qualcosa di così speciale nel dialogo", così conciso che fa del sound di David Mamet loquace. "Ci sono solo queste due scene di dialogo che rivelano le cose e in un modo ottuso riguardo al personaggio in mezzo a questi silenzi enormi. Sapevo che avrei dovuto portarne tonnellate al tavolo".

"Ho pensato fosse divertente quando l'ho letto la prima volta", ha detto Pattinson. Ancora, la sua audizione con l'incontro con il regista è stato un test di resistenza. "Non sono quel tipo di attore che può entrare e uscire immediatamente. C'è solo come un insieme di diverse nevrosi con cui ho a che fare con il primo", ha detto con un sorriso. "L'audizione è stata lunga quattro ore. I primi 30 minuti ero in totale panico, non riuscivo a fare niente. Non appena abbiamo superato questa barriera iniziale, è stato un pò più facile. David senza dubbio l'ha capito".

Pattinson ha avuto un sacco di margine di manovra nella creazione dei modelli del discorso del suo personaggio e il deserto aspetto derelitto. I suoi capelli sono corti e tagliati in alto nella parte posteriore, rivelando una lunghezza del collo che sembra vulnerabile. "Mi piaceva l'idea di far vedere l'osso alla base del cranio", ha detto. "Ho realizzato che quando hai solo una palla sfocata di capelli, come una testa q-tip, e ti stanno riprendendo la spalla, puoi vedere i tendini dietro al tuo collo. Puoi fare un certo tipo di cose, anche se la camera non è sulla tua faccia. Sei ancora parte della scena".

Accanto alla premiere di The Rover a Cannes, Pattinson ha anche presentato la sua seconda collaborazione con David Cronenberg, la satira sull'industria del film "Maps To The Stars". Se nello stabilimento film, non rallenta lo slancio nei film indipendenti di Pattinson. Ha progetti con Harmony Korine (Spring Breakers), James Gray (The Immigrant) e Werner Herzog, il cui "Rescue Dawn" ha dato a Christian Bale un cambio per la sua corsa come Batman.

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